Wadanohara and The Great Blue Sea: recensione dell’RPG

Forse in pochi, e intendo quelle persone che hanno spulciato per il web alla ricerca di nuovi RPG da giocare, hanno trovato nuovi titoli di giochi interessanti. Questo perché la serie di cui intendo parlarvi non si trova su Steam, bensì si tratta di un titolo gratuito. Nessuna demo, nè tantomeno gioco incompleto incompleto. Wadanohara And The Great Blue Sea è un RPG gratuito che inganna l’occhio.

Trama

Wadanohara è una streghetta che veste alla marinara, piccola di statura ma con un grande cuore. E’ affiancata dai suoi tre famigli: Memoca, una simpatica gabbianella che sprizza energia da tutti i pori, Dolphi, una delfina timida e insicura, e Fukami, polpo calmo e impassibile.
Wadanohara perde in qualche modo la sua cara ocarina, regalata da un suo vecchio famiglio, che si scopre essere Samekichi, “l’antagonista” del gioco. L’ocarina viene per fortuna trovata dalla strega Chlomaki, spumeggiante e a tratti svampita. Wadanohara dovrà però risolvere una serie di problemi: il Grande Mare Blu è in pericolo, qualcuno tenta di evadere il territorio e prenderne possesso. C’è chi pensa che fra le persone del Grande Mare Blu ci sia un traditore e che quel traditore possa essere proprio Samekichi. Wadanohara crede però nella lealtà del suo vecchio famiglio, e rinnega le accuse degli altri.
Da uno sfondo vivace e leggero, il gioco si tinge di rosso con delle scene più macabre, tipico del creatore dell’RPG, Deep-Sea Prisoner, motivo per cui in Giappone viene considerato PEGI 15.

Nota di merito và ai molteplici finali di Wadanohara, cinque in tutto, che possono essere giocati uno ad uno senza dover rifare il gioco, cosa che mi è mancata giocando a One Shot (clicca qui per leggere la recensione dell’RPG). Ammetto che all’inizio non credevo fosse quel tipo di gioco che Deep-Sea Prisoner è solito fare, eppure si è scoperto essere proprio così. Con una grafica leggera e teneri personaggi, Wadanohara and The Great Blue Sea ha cominciato a diventare molto più ansiolitico e a tratti spaventoso. Svolta che non mi è affatto dispiaciuta, dato che l’atmosfera finisce in poco tempo, e la speranza torna in vita. Il gioco, inoltre, non manca di side story e flashback: viene raccontata infatti la storia della maggior parte dei personaggi, facendo un salto all’indietro nel passato di Wadanohara e del Grande Mare Blu. L’intero gioco mostra che non tutto ciò che si vede è come si pensa che sia. In primis, l’atmosfera di sicurezza che viene mostrata all’inizio del gioco che viene spezzata da scene più macabre, ma anche i personaggi non sono come sembrano. Buoni che diventano cattivi, cattivi che diventano buoni… o forse è meglio dire che lo sono sempre stati! C’è da dire che se la serie fosse stata su Steam, l’avrei sicuramente acquistata. L’unica pecca sono i combattimenti, in quanto sono solo un modo per non rendere il gioco non più un RPG ma un racconto, nulla di speciale. La serie non ha di certo nulla da togliere ad altri RPG presenti nel catalogo di Stream, ed è anche un buon modo sia per conoscere il genere che avvicinarsi al mondo dei giochi per computer.

 

 

 

 

 

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